Anzi, magari se chiude tornano a fare film e sport in TV a GRATIS!!!
martedì 2 dicembre 2008
domenica 16 novembre 2008
elezioni in arrivo
Purtroppo devo dire al mio amico Manfrin che il problema del comitato Stanga 6 e' che e' fagocitante, nel senso che disoponendo di mezzi che altri comitati si sognano, vorrebbe fare un po' troppo da leader, e questo non va bene.
A volte decide in autonomia e pone gli altri di fronte al fatto compiuto.
soprattutto a volte prende decisioni troppo politiche, e questo non e' bene.
Il Comitato Pescarotto invece e' auotnomo e non vuole portar foraggio gratis e, penso di poter affermare, pur non essendo un portavoce o un attivista, che il comitato Pescarotto si pone innanzitutto l'obiettivo di portare sotto i riflettori al situazione di abbandono del quartiere, sicuramente questo vuol dire far notare la mancanza di rispetto di zanonato e della sua gente nei nostri confronti, in modo anche evidente di quello che dovrebbe essere il presidente di quartiere mentre invece e' il "bell'antonio" che si pavoneggia, o poco piu' (diciamolo, un sedicente modello non basta a guidare un quartiere cosi' grande e impegnativo, a meno che non si voglia lasciare la zona nella condizione di sgabuzzino della citta', come ha gia' detto, e non nascosto, il sindaco).
Quindi in questo periodo ogni mossa dovrebbe essere valutata con senno e al momento mi sento di condividere l'idea di "dissentire".
dal gazzettino di Padova del 16 novembre:
| A Palazzo contro la politica degli schieramenti |
| Manfrin: «Disgustosa la corsa a cui assistiamo per la poltrona di sindaco. E la gente è stanca di questo» |
| La politica non muove ancora. A poco più di sei mesi dalle prossime elezioni comunali, la scacchiera sembra sempre ferma. Con gli strateghi impegnati non tanto a preparare le mosse programmatiche, quanto a decidere chi dovrà compierle. E allora a rompere gli indugi ci prova la società civile, con alcuni dei tanti comitati che in questi mesi si sono formati nei vari quartieri per combattere degrado e insicurezza, ma soprattutto per promuovere una partecipazione fai-da-te nell'amministrazione dei loro rioni dalla quale, nonostante le promesse della giunta-Zanonato, si sono sempre sentiti esclusi. E così venerdì sera, in un ristorante dell'Arcella, a discutere del futuro della città e delle loro prossime iniziative, si sono trovati i rappresentati di dodici comitati: Stanga6, Manara, Altichiero, via Carducci, Piovego, Associazione piazza De Gasperi, Borgomagno, via Avanzo, Guicciardini, Conciapelli, via Curiel, più l'adesione da parte del comitato Portello e del Pontecorvo. Gran cerimoniere dell'iniziativa, il presidente del comitato Stanga6, Paolo Manfrin. Manfrin, perché questo incontro? «Ci siamo trovati per confrontarci e per fare il punto della situazione nei nostri quartieri e per quanto riguarda le nostre attività. Abbiamo capito che esiste la possibilità di intraprendere un percorso comune all'interno di uno stesso contenitore. Un unico grande comitato. E poi perché questa città ha bisogno di risposte immediate e forti». Che la politica non sa dare? «Il problema non è la politica, ma chi la fa. Prendiamo la cronaca delle ultime settimane. C'è una rincorsa continua al toto-candidature per la poltrona di sindaco. Si spara un nome al giorno, tra lotte intestine nei due schieramenti. È disgustoso. Eppure i politicanti sembrano ancora non aver capito che la gente è stanca delle loro beghe personali. Nessuno spende una parola per il bene di Padova. Tutti a guardare il loro tornaconto. A noi invece non interessa la spartizione delle sedie». Però nel Palazzo volete entrarci anche voi... «Non è detto. Quello che vogliamo è intanto formare un movimento che faccia tornare la passione per la nostra città. Un movimento per dialogare con la politica. Un movimento in grado di renderci partecipi delle scelte e non sempre e solo sudditi di chi decide per noi. E se stabilissimo di entrare nel Palazzo lo faremmo solo perché siamo stanchi di fare sala d'attesa alla corte del re di turno. Noi non abbiamo preclusioni: siamo pronti a dialogare con tutti. Ma soprattutto tutti debbono ascoltare le nostre richieste». Che sono? «La partecipazione in primis. Un concetto che questa amministrazione ha ben presto perso per strada. Poi la sicurezza. Chiediamo l'apertura di un laboratorio permanente sulla sicurezza in grado di permetterci un rapporto diretto con l'amministrazione comunale. Prefetto e Questore hanno capito le nostre esigenze. Il Sindaco invece ancora no». Al tavolo di venerdì sera mancavano i rappresentanti di Comres, Sos Padova e del Pescarotto, ovvero tre dei cinque papabili cavalieri, insieme a Stanga 6 e Manara. Solo un caso? «No. Non è solo un caso. Evidentemente c'è qualcuno tra di noi che parte già con schemi politici ben precisi e che a priori scarta l'idea di dialogare con chi non è schierato sullo stesso fronte. Però a noi la polemica non interessa. Per chi volesse tornare la porta è sempre aperta». Matteo Bernardini |
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lunedì 10 novembre 2008
son tutti buchi col didietro degli altri
ebbene si', la satira e' libera finche' non tocca quesi seri e seriosi tipacci della sinistra.
ricordate d'alema e Forattini (le majusole non sono messe a caso)?
da libero.news:
No, no e poi no. Michele Santoro proprio non ha gradito l'imitazione che joe Violanti, di Rds, gli fa in radio. Lo aveva già detto due settimane fa al patron di Radio Dimensione Suono, ma siccome la parodia ha continuato ad andare in onda, il conduttore di Annozero ha ribadito il concetto nei giorni scorsi tramite i suoi avvocati e ha chiesto 2 milioni di euro di danni. Qual è il problema? Un'interferenza con il suo lavoro. Teme che non si capisca chi è l'imitatore e chi è il vero lui, visto che lo sketch in radio prevede telefonate intervista ai politici che rispondono convinti che dall'altra parte della cornetta ci sia Santoro (va detto che a fine siparietto Joe Violanti svela il trucco all'inetrlocutore).
Insomma, a Michele non piace essere preso in giro? Tutt'altro, garantisce Marco Travaglio interpellato dal Corriere della Sera: «Per come lo conosco, Santoro non è davvero un censore, Max Tortora l'ha imitato per anni, nascosto in uno scantinato a invocare Ruotolo ai tempi dell'editto bulgaro. E Michele si divertiva. Non è allergico alla satira. Adora essere preso in giro da Vauro». Da Vauro... Allora forse dipende da chi? L'imitatore è comunque allibito dal comportamento del giornalista di Annozero: «Si lamenta per un'interferenza nel suo lavoro, ci vede una sorta di sostituzione di identità. Insomma, mi pare eccessivo, da quale pulpito poi viene la predica visto che la satira della Guzzanti nella sua trasmissione non mi sembra così tenera». Insomma, libertà di satira sì ma finchè non ti tocca?
Etichette: pensieri in libertà, politica, santoro
venerdì 17 ottobre 2008
pedrini cretini
i pedrini hanno indetto una contromanifestazione dopo che AN e azione giovani ha deciso di dimostrare solidarieta' alle forze dell'ordine.
sara' questo che da fastidio ai pedrini? che non possono farsi le canne in santa pace se c'e' la polizia?
che non possono lordare offendere drogarsi in santa pace?
e per l'ennesima volta a farci capire che se pedrini fa rima con cretini un motivo ci sara'.
innanzitutto sara' autorizzata la manifestazione cretina?
ah gia'... loro non han bisogno di autorizzazione perche' loro son quelli che son democratici, che democraticamente impediscono a chi non e' d'accordo con loro di manifestare e parlare.
quante volte ormai questi cretini si son messi in mezzo annunciando contromanifestazioni alle stesse ore negli stessi posti e di fatto impedendo la manifestazione agli altri?
troppe.
io spero onestamente che la manifetaione di AN ci sia, e anche quella dei cretini, che questi, prevedibili come sono, come tutti i cretini, provochino lo scontro, e che se riescono ad averlo ne prendano tante, ma tante, che la prossima volta ci penseranno prima di andare a impedire agli altri di parlare.
dal gazzettino del 17 ottobre
NO GLOBAL
"Pedrini" boicottano Alleanza Nazionale, contro manifestazione al Borgomagno
(m.a.) Contro manifestazione dei no global domani alle 17 davanti all'autosilos di via Annibale da Bassano all'Arcella. I Disobbedienti vogliono contrapporsi politicamente alla fiaccolata prevista per le 18 nel medesimo punto e promossa da Azione Giovani e Alleanza Nazionale, in solidarietà ai carabinieri dopo che nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana hanno subito il tentativo di un linciaggio da parte di un gruppo di nigeriani. «Rispondiamo ai giovani balilla - ha esordito il portavoce del Cso Pedro, Max Gallob - con una contro manifestazione per combattere questo clima razzista e xenofobo che sta avvolgendo Padova. Vogliamo contrastare chi fa della politica creando delle false paura, per dopo dare come soluzione a questi presunti problemi delle risposte securitarie. Ormai un tema caro a diverse correnti politiche, sia di destra e sia di sinistra. Ci troveremo alle 17 davanti all'autosilos di via Annibale da Bassano - ha terminato Max Gallob - Invitiamo tutti i padovani che non vogliono vivere in una città razzista e xenofobo a unirsi con noi in manifestazione, per avere una Padova più libera». Insomma un tutti contro tutti, considerando che AN e i no global hanno un "nemico" comune: il sindaco Flavio Zanonato.
Etichette: manifestazioni, sinistri figuri
giovedì 16 ottobre 2008
sfida senza regole
De Niro e Pacino insieme.
Dopo il bluff della Sfida (Heat), bellissimo film ma nel quale i nostri eroi non erano mai insieme sul set, finalmente arriva questo Righteos Kill.
Ebbene il film non e' un granche', certo i due hanno facce che da sole volaogno lo spettacvolo, purtroppo e' porprio la storia a banalizzarle e a farle passarfe in secondo piano.
Non so dove ho letto che la coppia doveva esere composta da un poliziotto giovane ed uno anziano, sara' anche che mi sia fatto condizionar,e ma si vede.
e sarbbe stato il solito filmetto.
Con De Niro e PAcino sicuramente qualcosa di piu' e' stato ottenuto, am al temrine seocndo me si ha la sensazione dell'occasione sprecata.
Il finale piu' viene invocato e rimandato piu' diventa prevedibile.
Bei giochi, inganni quasi, con i flash back, con certe frasi, ma poi tutto precipita nella banalita'.
Insomma: PECCATO!
Etichette: recensioni
martedì 14 ottobre 2008
venerdì 3 ottobre 2008
2008 fuga dalla Stanga
(checche' ne pensi il pdq3 Micalizzi)
Funerale per la Stanga: i negozi se ne vanno e "salta" il nuovo park
A breve traslocheranno la farmacia e altre attività E c’è chi ha chiuso per sicurezza le vetrine su via Venezia
Sono passati quattordici mesi dalla chiusura definitiva del residence "Serenissima" di via Anelli, con la blindatura dell'ultima palazzina, la 29. Ma la tanto promessa riqualificazione dell'area ancora non è altro che un miraggio. I sei blocchi sono ancora in piedi e la zona resta terra di spacciatori nordafricani e tossicodipendenti italiani. Qualche imprenditore, al rilancio del quartiere promosso dalla giunta, ci aveva creduto. Non solo: aveva anche pensato di ridare vitalità alla propria attività. Ad esempio, in un ben noto complesso di piazzale Stanga, si sarebbe dovuto costruire un parcheggio per 250 posti auto. Il proprietario sembra avesse già pagato al Comune gli oneri di urbanizzazione (una cifra intorno ai 40 mila euro) e l'amministrazione, sicura che l'ex complesso-ghetto sarebbe stato ristrutturato, se non raso al suolo e ricostruito, gli avrebbe rilasciato la concessione edilizia. Il tempo però è passato e l'imprenditore, che non ha più voluto-potuto costruire il parcheggio, dato che la riqualificazione non c'è mai stata, avrebbe chiesto indietro al Comune il denaro versato. Cosa non facile, visti gli ostacoli burocratici e le casse comunali praticamente a secco. Probabilmente, per evitare di finire in tribunale, l'amministrazione comunale concederà all'imprenditore di costruire in un'altra zona di Padova, quasi sicuramente in pieno centro storico, evitando di fargli pagare altri oneri.
Che la Stanga, comunque, sia attanagliata dal degrado urbano e sociale è sotto gli occhi di tutti. Una situazione che ha portato molti negozianti di via Venezia a trasferirsi in altre zone.
Hanno già chiuso i battenti la "Croce Azzurra" e un supermercato di prodotti per la casa, accanto agli studi della emittente televisiva "La9". A breve la farmacia, ora situata sotto il complesso Biri, si trasferirà all'interno del Centro Giotto. La "Estel" armadi ha rinunciato ad avere le sue vetrine su via Venezia: nessuno si fermava più a guardarle e anzi diventavano punto di incontro per spacciatori e drogati. Infine, hanno tutta l'intenzione di continuare la loro attività altrove la concessionaria di auto "Opel" e "Divani Idea". «Appena troviamo un posto valido dove trasferirci - ha dichiarato Gabriella, responsabile del negozio - andiamo via immediatamente. Qui è impossibile sia lavorare sia vivere». Insomma, altro che riqualificazione. La Stanga sta lentamente morendo, mentre gli unici provvedimenti adottati sono stati, come dire, "passivi": le telecamere per la videosorveglianza.
Etichette: padova, pescarotto