mercoledì 24 giugno 2009

resa dei conti

inizia la resa dei conti nel PDL dopo la sconfitta padovana

leggi l' articolo del Gazzettino

giovedì 18 giugno 2009

Zanonato e Marin a Matrix

Un duello finito in sostanziale parita' quello andato in onda jersera e che ha visto contrapporsi i candidati sindaci di Padova.
Andando a guardare meglio pero', diciamo con gli occhi di uno che in citta' ci vive, cosa si potrebbe dire?
Che zanonato ha decisamente una faccia di tolla notevole, che su via anelli han tutti torto, zanonato ha certo il merito d'aver chiuso il complesso La Serenissima, ma ha anche il peccato originale di averlo creato il ghetto di via Anelli.
Peccato non si sia parlato della gestione delle piazze, che zanonato ha trasformato da luogo pubblico a suolo privato di spacciatori tossici e no global.

(continua la lettura)

venerdì 12 giugno 2009

peccato

Chiaro che dopo aver speso tanto tempo (e denaro) per far qualcosa in quartiere per il bene di tutti e non venir riconsociuti adeguatamente nelle urne e' deprimente, ma alla fine lo s'e' fatto per il quartiere e qualcosa s''e ottenuto.
Ovvio che essere nella stanza dei bottoni avrebbe fatto bene a tutta la Stanga ma anche cosi' certi risultati si sono ottenuti, il piu' importante? costringere la'amministrazione attuale a considerare la Stanga come una parte di padova, non lo sgabuzzino da tenere chiuso.
vedremo.

dal Gazzettino

giovedì 11 giugno 2009

Csm: il ddl sicurezza paralizza la giustizia

dal corriere.it
"Csm: il ddl sicurezza paralizza la giustizia"
per ora e' solo gravente inferma

sabato 6 giugno 2009

zanonato minaccia

siii... gli italiani dovranno integrarsi con i clandestini.
grande zano

dal gazzettino di padova del 5 giugno

Zanonato: «Al primo posto
giovani e integrazione»
«La nostra città sarà ancora
più bella e accogliente

domenica 10 maggio 2009

il tempo delle scelte

in vista delle elezioni una scelta in continuita' o un cambiamento.
intanto il bilancio del questore (dal Gazzettino di Padova)

Dilaga lo spaccio,
città invasa dalla droga
Il questore : «Ogni giorno sequestriamo sostanza stupefacente
ma non basta: dobbiamo arrivare a un progetto di prevenzione»

Domenica 10 Maggio 2009,
L’anniversario della festa della Polizia, arrivato alla sua 157. edizione e ospitato ieri nel salone del palazzo della Ragione , è stato l’occasione per sottolineare come a Padova si sia verificato un deciso calo di reati rispetto al 2007, ma in contrapposizione si abbia avuto un netto incremento di spaccio di sostanze stupefacenti. La festa, dopo i consueti saluti del questore Luigi Savina alle autorità presenti, si è fermata per un minuto a ricordo delle recenti vittime del terremo in Abruzzo. «Voglio ribadire - ha dichiarato Savina - che a Padova si è riusciti a ridurre significativamente il numero totale dei reati consumati rispetto al 2007. Certo però nel 2008 si sono sequestrati quantitativi di droga cinque volte superiori rispetto al 2007. Nei primi quattro mesi del 2009, rispetto all’identico periodo dell’anno precedente, il sequestro è decuplicato. Tutto questo non basta - ha sottolineato il questore -, non ci sentiamo per nulla appagati dai maggiori risultati conseguiti, richiamiamo l’attenzione di ogni istituzione e anche di ogni cittadino a partecipare, tutti insieme, a un progetto di prevenzione». Luigi Savina, sempre attento alla comunicazione, ha voluto ricordare come sfruttando la tecnologia la polizia riesca a essere più vicina ai cittadini. «Sotto il profilo della comunicazione - ha terminato il questore - si è ridisegnato il sito web della questura, che considero una concreta e immediata forma di comunicazione. Stiamo anche ultimando il "front-office" destinato ai cittadini stranieri per migliorarne il ricevimento e ridurre i tempi d’attesa».
Prima del questore è intervenuta il primo dirigente della divisione amministrativa Paola Marinelli, che ha espresso un concetto che bene si lega alla nostra città. «Sicurezza - ha detto Marinelli - non è solo lotta alla criminalità, ma anche lotta al degrado sociale».
La festa ha registrato anche una piccola vena polemica, con il boicottaggio degli agenti legati al Sap (sindacato autonomo di polizia) che per protesta non hanno partecipato considerando che da quattro mesi non gli vengono pagati gli straordinari.
Marco Aldighieri

martedì 5 maggio 2009

INCREDIBILE!!!

I giudici del Tribunale hanno inflitto una pena di 12 anni di carcere ad Abdel Fatah El Kamily. Da due anni è inseguito da un mandato di cattura
Causò un incidente mortale: condannato per droga
Nella Ford che sull’Argine Sinistro di Rosara ha ucciso Simone Bacchini e ferito due amici c’erano 32 chili chili di hascisc

Martedì 5 Maggio 2009,
Nel serbatoio a ciambella dell’impianto gpl della Ford Fiesta che ha causato la tragedia sull’argine di Rosara di Codevigo c’erano 32 chili di hascisc. Nessuno si era accorto, nessuno aveva controllato l’auto omicida dopo l’incidente, con il suo guidatore marocchino ubriaco, che ha ucciso un ragazzo e ferito gravemente altri due. L’auto non è stata controllata neppure quando i carabinieri hanno scoperto che l’assicurazione esibita dallo straniero era falsa. La droga era stata scoperta casualmente tre mesi dopo dai carrozzieri che avevano in consegna la macchina distrutta dall’incidente.
Dodici anni di reclusione e 100 mila euro di multa è la condanna che ieri mattina i giudici del Tribunale, presieduti da Lara Fortuna (a latere Gianluca Bordon e Vincenzo Sgubbi), hanno inflitto Abdel Fatah El Kamily, trentanovenne marocchino, latitante. La condanna di ieri mattina riguarda solo la droga.
Via Argine Sinistro a Rosara di Codevigo è una scorciatoia per il mare. Chi la conosce taglia un bel po’ della statale Piovese e finisce direttamente sulla Romea. Quel mezzogiorno di sabato 16 giugno 2007 Simone Bacchini, trentaquattrenne di Villatora di Saonara, stava andando a Sottomarina in sella al suo scooter. Davanti a lui c’era una coppia di fidanzati padovani, Riccardo Maltauro, trentunenne, e Martina Nicolè, di ventinove anni. Anche loro viaggiavano su uno scooter. Anche loro erano diretti in spiaggia. I due conducenti hanno fatto appena in tempo a vedere la Ford Escort che veniva contro di loro. L’auto zigzagava ed è stata questione di attimi. Dopo erano tutti stesi sull’asfalto. Simone Bacchini è morto sul colpo. Riccardo Maltauro è stato salvato miracolosamente al Policlinico di Padova, mentre la sua ragazza è stata ricoverata in fin di vita all’ospedale di Piove di Sacco. Se l’è cavata pure lei. A causare l’incidente è stato Abdel Fatah El Kamily, che risultava residente a Mestre. Lo straniero guidava ubriaco a quell’ora del giorno. Non era possibile arrestarlo. Il conducente si era fermato sul luogo dell’incidente, aveva una residenza e una carta di soggiorno. Ma dopo un mese e mezzo i carabinieri scoprirono che l’assicurazione era falsa, che l’individuo non abitava nel luogo di residenza. A quel punto lui era già scomparso. E veniamo alla scoperta della droga. Tre mesi dopo i carrozzieri Tamiazzo di Piove di Sacco, che avevano in custodia l’auto, ricevettero l’ordine di distruggerla. Trovarono il serbatoio del gas manomesso. Come se qualcuno avesse tentato di rubarlo. Dentro c’erano i 32 chili di hascisc.
Lino Lava